sabato 18 giugno 2016

Vivere o condividere

Esistono decine di app, siti e aziende on line che permettono di condividere tutto(con le dovute eccezioni) su internet.
Si è passati dalla condivisione di semplici foto e brevi video con gli MMS a documenti completi e video articolati.
La condivisione di parole ed immagini ha portato a uno stato di anarchia assoluta. Non esistono limiti(a parte quelli imposti dai vari social, che spesso sono politicamente e moralmente inaccettabili) alla condivisione, si va dalla semplice foto al mare a bufale prive di fonti attendibili, dal semplice messaggio d'amore all'odio incondizionato verso una o più categorie di persone e di cose.
I social network hanno dato la possibilità di sfogo a tutti, razzisti, omofobi, ignoranti funzionali e non, a malati, famiglie in crisi e agli elettori delusi e disillusi. 
Questo fenomeno ha portato a un'accentuazione dell'odio ingiustificato verso tutto e tutti. 
Tutti hanno il diritto di dire la propria su ogni questione, ma ciò non significa che sia obbligatorio farlo.
Qualcuno ha detto che l'uomo ha raggiunto l'apice dell'evoluzione molto tempo fa e che ora stia subendo una involuzione. Vedendo e sentendo certe cose, ciò tanto sbagliato non sembra.
Stiamo tornando indietro a livello culturale. L'evoluzione scientifico-tecnologica non va di pari passo con quella culturale purtroppo. Anzi, sembra quasi che siano inversamente proporzionali.
Lo dimostra il fatto che molte bufale(notizie false prive di fonti e prove a sostegno, se non quelle di siti o personaggi specifici) vecchie di anni, sono ancora vive e vegete, nonostante le smentite e la loro confutazione. 
Poi esistono quelle persone che, nonostante gli fai notare che ciò che condivide è falso, condividono dicendo:"...va beh, anche se non è vero, lo condivido comunque..", come dire, so che è una cazzata ma, visto che mi fa gioco, la pubblico ugualmente. 
Ma l'apice della cretineria umana è la pubblicazione di notizie palesemente false prese da siti satirici e fatte passare per vere.
Un esempio è la pagina satirica su Oriana Fallaci. E' una pagina palesemente satirica, ma molti hanno condiviso i loro post, dando una lettura seria, come se la Fallaci fosse una sorta di Nostradamus in gonnella . 
Ci sono poi i giornalisti che dovrebbero cambiare mestiere vista la loro partigianeria spudorata. Il giornalista, nell'era dei social, è diventato un opinionista da salotto e ha perso(con gli anni) professionalità nel raccontare le notizie. 
Ovviamente non tutti i giornalisti sono così. Esistono anche giornalisti professionisti che danno le notizie e le commentano senza pregiudizi. Ma la concorrenza dei social è forte e spesso si finisce per dare notizie incomplete, senza fonti attendibili che ne attestino la veridicità e spesso non vengono nemmeno verificate. 
Piuttosto che verificare fonti e validità della notizia, si preferisce pubblicarla e poi, in caso la stessa venga smentita, pubblicare la smentita in un trafiletto in ultima pagina.
Stiamo regredendo ai tempi in cui una persona mentalmente instabile era considerata o un dio o un demone. Ci si ferma al titolo, non si approfondisce più, non si mette in dubbio nulla se a dirlo è il guru di turno. 
Il complottismo è la nuova religione che prende sempre più piede, minando anche le certezze concretizzatesi in decenni di ricerche, prove e controprove. 
La colpa di certo non è del profeta, perchè a farlo diventare tale sono i suoi seguaci. Come detto sopra, un pazzo diventa un dio o un demone, a farlo diventare tale, sono coloro che credono in ciò che dice(in questo caso diventa un dio da acclamare le cui parole diventano vangelo) o è contro ciò che professa(e diventa un demone, il male assoluto).
Internet ha trasformato le chiacchiere da bar e da circolo, in qualcosa di più ampio, espandendosi a livello globale. Ma siamo davvero sicuri che tutto ciò sia giusto? 
E' corretto condividere qualsiasi cosa senza verificarne l'autenticità? E' giusto denigrare una persona a livello planetario senza conoscere le circostanze che la hanno portata a quel punto? 
Ormai siamo in balia delle condivisioni convulsive, se non condividi qualsiasi cosa, rischi di rimanere nell'anonimato.
Se vogliamo cambiare le cose, dobbiamo anche essere critici nei riguardi dei nostri eroi. Non esiste un eroe privo di difetti e nasconderli sotto il tappetino, non aiuta a crescere, anzi, fa si che gli eroi commettano errori su errori perchè nessuno fa notare loro che ciò che fanno è sbagliato, controproducente, inutile e, alla fine, deleterio. 
Forse sono fuori dal mondo, ma credo che per andare avanti e non tornare indietro, occorra la consapevolezza che non esiste un condottiero senza macchia e che quella macchia non la si cancella sporcando col fango l'avversario, chiunque esso sia.